Archivio di June 2007

Io, Alessandro, Eracle e la Mente…

Tuesday 19 June 2007

nemo0000

Dovrei finire la tesina sulla monetazione di Eutidemo I, ma sono ancora bloccato sull’iconografia di Eracle in Asia centrale. Diciamo pure che non riesco ad andare avanti. E questo da circa una settimana. Spero avvenga un miracolo a questo punto. Sto studiando così tanto che prima mi sarebbe piaciuto chiamare un ipotetico figlio Alessandro, ma ora non più… Comincio a odiare questo nome. E penso spesso “Ma perchè non se ne rimaneva a casa sua, in Macedonia, ’sto stronzo?!”… No, il signorino doveva per forza conquistare l’Asia intera, condannando schiere di giovani studenti a stare sui libri per sviscerare tutti i possibili influssi della presenza greca in queste remote regioni del continente asiatico…

Capricorno

Monday 18 June 2007

“Rispetto agli uomini, le donne sono molto più disposte a parlare delle loro disgrazie e delle loro gioie”, dice il poeta Robert Bly. Spero che la prossima settimana voi uomini confutiate questa affermazione, perché per i Capricorni di tutti i sessi sarà un momento favorevole per testimoniare, celebrare e riflettere sulle esperienze più vivide del loro passato. Se giungerete a una nuova comprensione delle vostre disgrazie e delle vostre gioie, probabilmente attirerete una serie di eventi positivi.
da Internazionale.it

La smetto…

Monday 18 June 2007

nemo0000

Questo blog sta diventando sempre più un’orrenda parodia della mia vita. Mi sembra inutile continuare a scrivere post come quelli di questi ultimi giorni. Non servono a me, non servono ai miei lettori. Ciò significa che non servono a coloro i quali dovrebbero servire. E’ vero che il blog è, come dice il sottotitolo, la cronaca semiseria di una vita disordinata, ma qui sto sfiorando il ridicolo ormai. Cambierò registro, da oggi. Meno post malinconici ed inutili, da oggi… Spero di riuscire a farcela.

Pensiero altalenante

Monday 18 June 2007

nemo0010

Stamattina mi sono svegliato con una domanda in testa.
Ma quanto sono stupido ed ingenuo?

Contorni sfocati

Sunday 17 June 2007

nemo0000

Mi succede ogni volta. Quando vado a letto con la consapevolezza di essere stanco e di voler solo riposare, non prendo mai sonno prima delle due di notte. E mi è successo anche stavolta. Ci si sono messi di mezzo il caldo, la sete, una zanzara fastidiosissima e un pensiero fisso. Forse i primi tre disturbi li avrei potuti sopportare stoicamente, ma l’ultimo no. L’ultimo è quello che mi ha tenuto sveglio fino all’ultimo secondo, dopo che avevo (nell’ordine) aperto la finestra, bevuto mezzo litro d’acqua e ucciso la zanzara carogna. E’ stato quel pensiero fisso a farmi rannicchiare nella classica posizione fetale (niente analisi psicologiche, gentilmente!). Occhi sbarrati e cellule cerebrali in azione. Il cellulare si trovava per terra ed era sottoposto ad un rigido controllo da parte del sottoscritto, un controllo che prevedeva (nell’ordine): sguardo, apertura dello schermo, visione del medesimo, accesso alla cartella dei messaggi ricevuti e delle chiamate perse, chiusura dello schermo, attesa finché lo schermo esterno non si fosse spento. Tutto ciò ogni 30 secondi, di media. Sto diventando pazzo…

Sette lunghi anni fa…

Saturday 16 June 2007

nemo0000

Oggi pomeriggio non ce la facevo più. Avevo bisogno di stordirmi in qualche modo. Ho trovato nel cassetto la scatolina con le bacchette di incenso: quello puro acquistato a Chamonix e quello al sandalo comprato a Salina sette anni fa. Ho acceso una bacchetta al sandalo e mi sono sdraiato sul letto. Che profumo indescrivibile mi ha avvolto! Mi ha trasportato indietro nel tempo, a quella vacanza a Salina fatta sette anni fa. Credo che il sandalo ormai mi ricorderà quei giorni, quegli anni… E oggi sono molto distante da quei pensieri futili che occupavano la mia mente. Che bello avere diciassette anni…

Tutto quel rumore nella vita mia…

Friday 15 June 2007

nemo0000

Mi appoggio come un viandante stanco alle parole di uno che ci sa fare più di me con le emozioni… Mentre stringo a me l’unica cosa che mi è rimasta di te.


E si svegliò di un soffio impercettibile
che appena appena se ne accorse il cuore;
e vide il mondo, fino allora incomprensibile,
avere finalmente un senso nelle tue parole…
E s’inventò la forza di venirti a prendere
e reggerti ubriaco sulle scale,
la tenerezza di vederti piangere
stringendoti per farti addormentare…
Che pensarlo al di fuori di noi non è possibile,
per come l’hai voluto tu e lo difendo io… l’amore mio.
Sono stata in ansia per i tuoi ritorni,
viva nell’illuminarsi dei tuoi giorni;
mi ha colpita la felicità come un addio, amore mio.
Io dormivo sotto la tua mano e il tempo
mi ha portato via qualcosa qui da dentro,
come un piccolo ricordo di quand’era mio… l’amore mio.
Sei così sempre tu da togliermi il respiro,
e solo i sogni tuoi son quelli buoni:
gli altri, i piccoli, i miei, quelli che vivo,
sono biglietti persi nei tuoi pantaloni.
Chiudo gli occhi al riparo da te,
rincorro il tempo e scrivo;
e nonostante te lo sento vivo… l’amore mio.
Ma non posso naufragare nelle tue maree,
come una parola dentro le tue idee,
questa notte è lunga, aiutami,
ci sono anch’io… amore mio.
Non so vivere, non voglio, senza ricordare;
non so correre e nemmeno forse camminare,
ma ho bisogno di trovarlo adesso un posto mio, il posto mio…
Farà male, dovrai scegliere, dovrai sparire,
insultarmi o consolarmi prima di capire
che non sei soltanto tu, ma sono anch’io l’amore mio…
Amore mio.

Si consumerà questa identità…?!

Friday 15 June 2007

nemo0000

Rapito dal gusto di un istante incomprensibile, mi sono calato una maschera sul volto, ho sceso milioni di scalini, ho attraversato centinaia di strade, mi sono perso in decine di vicoli… Cercando la tua dimora, tra parole smozzicate, silenzi imposti, giorni inutili. Ho perso me stesso ma non la mia identità. E spero si consumi in fretta, come la cera della candela che tengo di fronte a me, unico barlume di chiarezza in questa oscurità imperante. Ho visto avanti. Tra qualche mese io sarò felice. Non so come avverrà questo miracolo, non so come farlo avvenire. Io chiedo solo un po’ di pace per il mio cuore malato. Come un cancro fulmineo e letale, un dolore impressionante mi ha catturato in questi giorni. E non esiste la cura. Non c’è cura per me! Non c’è davvero?! E’ così maledettamente segnato il mio destino?

L'infinita letizia della mente candida

Friday 15 June 2007

nemo0000

La sento scorrere tra le dita questa sabbia fine e fatta di seta. Il sole non è molto forte oggi, si sta bene e una leggerissima brezza si posa sul mio viso. I rivoli di vento passano inconsistenti tra le mie lunghe ciglia e depositano piccolissimi granelli di sabbia nelle pieghe della mia faccia, tra le prime rughe che si stanno formando agli angoli degli occhi e della bocca. E’ un suono ripetitivo, dolce ma ripetitivo. E mentre lo sento martellare con chiarezza nella mia testa mi ritrovo a rovistare negli armadi, dove ho nascosto ciò che ricordo di te. Dovrei farne un grosso mucchio. Forse. Dovrei portare tutto in spiaggia e poi meticolosamente dare fuoco ad ogni oggetto, ad ogni libro, ad ogni cd, ad ogni cosa che per qualche motivo mi ricordi di te. Dovrei dar fuoco al mio lettore mp3 perché sceglie sempre le canzoni meno adatte, quelle che non mi fanno dimenticare di nulla. Dovrei forse capire che è possibile cancellare ogni ricordo, farlo con la dovuta calma. Ci vorrà un po’ ma credo non resti nient’altro da fare… Cosa divide la più nobile intenzione dalla fragilità del metterla in pratica?

Il tempo cambia molte cose nella vita

Tuesday 12 June 2007

nemo0000

E’ strano come ci si possa affezionare ad una persona con la quale non ci si è mai incontrati. E’ strano come si possa essere naturali al telefono mentre lei si dispera per un amore che lentamente sta arrivando alla sua logica conclusione. E’ strano come si riesce a raccogliere il coraggio e a dirle che in fondo ogni cosa deve finire. O finisce o si trasforma in qualcos’altro e, se non vuoi che diventi qualcosa che non avevi preventivato, è meglio che dai il colpo di grazia. E’ bello sentirsi dire che lei ti conosce, che ha bisogno della tua voce per sentirsi più forte, che ti cerca per avere un consiglio. Ed è ancora più strano come ci si possa sentire sicuri di essere quasi un fratello maggiore per quella persona, il fratellone che non ha mai avuto ma che la tecnologia (tanto fredda quanto utile) le ha finalmente regalato. Questo post è dedicato ad una personcina speciale che, da quasi un anno, mi aiuta nei momenti difficili e mi fa sentire il suo sconfinato affetto… Questo post è per te, Fefè… E ricorda, sono il fratello delle confidenze ma anche quello delle bacchettate quando fai qualche cazzata… Ti voglio bene.