Contorni sfocati

Mi succede ogni volta. Quando vado a letto con la consapevolezza di essere stanco e di voler solo riposare, non prendo mai sonno prima delle due di notte. E mi è successo anche stavolta. Ci si sono messi di mezzo il caldo, la sete, una zanzara fastidiosissima e un pensiero fisso. Forse i primi tre disturbi li avrei potuti sopportare stoicamente, ma l’ultimo no. L’ultimo è quello che mi ha tenuto sveglio fino all’ultimo secondo, dopo che avevo (nell’ordine) aperto la finestra, bevuto mezzo litro d’acqua e ucciso la zanzara carogna. E’ stato quel pensiero fisso a farmi rannicchiare nella classica posizione fetale (niente analisi psicologiche, gentilmente!). Occhi sbarrati e cellule cerebrali in azione. Il cellulare si trovava per terra ed era sottoposto ad un rigido controllo da parte del sottoscritto, un controllo che prevedeva (nell’ordine): sguardo, apertura dello schermo, visione del medesimo, accesso alla cartella dei messaggi ricevuti e delle chiamate perse, chiusura dello schermo, attesa finché lo schermo esterno non si fosse spento. Tutto ciò ogni 30 secondi, di media. Sto diventando pazzo…



