Tanto lo so che passi…
Oggi, per la prima volta da quando ti ho allontanata dalla mia vita, mi sono sorpreso a pensare al fatto che avrei voluto sentirti. C’erano le note di questa canzone che mi arrivavano dalla mia stanza, dove si trovava Nautilus (il mio Mac). C’ero io in cucina a lavare i piatti. Avevo appena finito di lavarne uno e lo stavo delicatamente posando nel suo alloggio nella rastrelliera, dove in breve tempo si sarebbe asciugato. Non sono molto alto e, in punta di piedi, tentavo di farlo scivolare con calma lungo la guida di metallo. In quel momento ho sentito partire le note di questa canzone (ed è una perturbazione perenne, per ora!), ho distinto nitida la botta che mi stava assugliando a tradimento e ho pensato alla tua voce. Pochi istanti e un rivolo di acqua fredda si era fatto strada dalla mia mano fin dentro la maglietta, seguendo la curva del mio braccio. Mi sono sorpreso. Era la prima volta che provavo la voglia di sentirti… ancora per una volta. E mi sono sorpreso anche quando ho pensato che doveva necessariamente trattarsi dell’ultima. Per me sei ancora una fotografia, uno di quegli scatti che conservi in un cassetto e che poi un giorno, rovistando tra le mutande e i bigliettini, ti ritrovi tra le mani. La guardi distrattamente all’inizio ma poi ti accorgi che stai già viaggiando nel passato. Rapidi attimi di fugaci ricordi. Che fanno solo male. Cioè, fanno così tanto bene fin quasi ad arrivare a farti del male. E non puoi permettertelo. Perchè, in fondo, non ci sono seconde possibilità per nessuno. Perchè io non vorrei darle a nessuno. E non voglio che gli altri lo facciano con me…
P.S.: e tanto lo so che ci passi da qui…




