Archivio di June 2007

Libri su libri

Thursday 28 June 2007

nemo0000

Dopo una scorribanda alla Feltrinelli nella Galleria Sordi, ho comprato i libri che porterò con me nel mio viaggio in Spagna:
- Questa storia di Alessandro Baricco (in realtà, già finito di leggere);
- Achille piè veloce di Stefano Benni (iniziato);
- Alta fedeltà di Nick Hornby;
- Oceano mare di Alessandro Baricco.
Per i più curiosi c’è sempre la mia libreria virtuale su aNobii

Caterina - Francesco De Gregori

Thursday 28 June 2007

Poi arrivò il mattino e col mattino un angelo
e quell’angelo eri tu, con due spalle da uccellino
in un vestito troppo piccolo e con gli occhi ancora blu.
E la chitarra veramente la suonavi molto male,
però quando cantavi sembrava Carnevale,
e una bottiglia ci bastava per un pomeriggio intero,
a raccontarlo oggi non sembra neanche vero.
E la vita Caterina, lo sai, non è comoda per nessuno,
quando vuoi gustare fino in fondo tutto il suo profumo.
Devi rischiare la notte, il vino e la malinconia,
la solitudine e le valigie di un amore che vola via.
E cinquecento catenelle che si spezzano in un secondo
e non ti bastano per piangere le lacrime di tutto il mondo.
Chissà se in quei momenti ti ricordi della mia faccia,
quando la notte scende e ti si gelano le braccia.
Ma se soltanto per un attimo potessi averti accanto
forse non ti direi niente ma ti guarderei soltanto.

Chissà se giochi ancora con i riccioli sull’orecchio
o se guardandomi negli occhi mi troveresti un pò più vecchio.
E quanti mascalzoni hai conosciuto e quante gente
e quante volte hai chiesto aiuto, ma non ti è servito a niente.
Caterina questa tua canzone la vorrei veder volare
per i tetti di Firenze per poterti conquistare.

In quegli occhi mi persi…

Thursday 28 June 2007

nemo0000

Oggi mi trovavo sulla metro, al ritorno dalla mia missione “ricarica Polaroid”. Anche questa volta a mani vuote; cioè, le ho trovate ma erano in pacco doppio. Costo: 31 euro. Che, ovviamente, non avevo con me. Ma sto divagando. Alla fermata Flaminio salgono sulla metro un papà ed una mamma con un passeggino a testa. In quello “guidato” dal papà era seduta una bambina di sette otto anni. Nell’altro, quello guidato dalla mamma e fermatosi proprio di fronte a me che, seduto, leggevo Questa storia di Baricco, c’era seduta una bellissima bambina che forse non aveva nemmeno 10 mesi. Due occhioni giganteschi, di un azzurro sfavillante. Ci siamo guardati per un istante, io ho sfoderato il mio sorriso migliore (non di quelli ebeti che si fanno ai bambini, perchè io adoro sorridere ai bambini come se si trattasse di adulti) e ho visto che anche lei, sotto il ciuccio, mi stava sorridendo. E poi l’ho vista nascondersi velocemente dietro la spalliera del passeggino, come se si fosse vergognata. Ho fatto finta di niente e ho ripreso a leggere, sbirciandola con la coda dell’occhio. Ad un tratto, lentamente, l’ho vista riaffacciarsi e guardarmi incuriosita. Con una mano tenevo il libro e con l’altra tamburellavo con le dita sul ginocchio. Lei era incantata dal movimento delle mie dita e sorrideva mentre stringeva il suo piedino destro nella mano. Mi sono sorpreso dell’infinita quisquilia rappresentata dalle sue unghiette e dalle piccolissime dita. Era da un bel po’ che non vedevo una bambina così piccola. Ho smesso di leggere e per un istante mi è passato per la testa di chiedere alla madre se potevo scattare qualche fotografia alla sua piccolina. Ma poi ho pensato che mi avrebbe preso per un maniaco o un pedofilo e allora ho preferito imprimermi quello sguardo così innocente nella mia memoria. Lo uscirò fuori quando il mondo mi sembrerà davvero troppo cattivo per la mia anima in fondo un po’ sensibile…

Ci sarai…

Monday 25 June 2007

nemo0000

Le persone intorno a noi le sentiamo sempre. Anche quando non sono presenti, anche quando sono temporaneamente lontane, anche quando ci separano centinaia o migliaia di chilometri. E ognuna di esse è una strada, ad ognuna puoi assegnare un paesaggio particolare o un imprevisto da assaporare. Ci sono le persone difficili, quelle con cui devi misurare ogni parola; quelle con cui, anche dopo aver instaurato una magnifica amicizia, devi sempre stare attento a cosa dire. E non perchè sono suscettibili o perchè potrebbero cambiare opinione su di te, ma perchè non vuoi ferirle. Ci sono le persone tremendamente vicine a te, con le quali puoi permetterti qualunque cosa; sai che puoi zig-zagare sul loro manto stradale e non ti diranno mai niente. Sai che ogni traccia che lasci sulla loro pelle la terranno sempre in considerazione. O almeno la terranno più in considerazione di quanto tu faccia con i loro consigli. E poi ci sono le strade nuove, quelle che non hai ancora percorso o che hai percorso solo per pochi metri. Sguardo guardingo e sensi all’erta. Non sai cosa potrebbe accadere e la cosa ti fa comunque un po’ paura. Per ultime (ma non in ordine di importanza) ci sono le persone sognate, le strade ancora non tracciate su nessuna cartina. Ho un paio di strade da percorrere ancora e nella mia mente sono bellissime e fantastiche. A volte tutte tornanti, a volte un corridoio di felice sregolatezza. Ti appiccichi su quell’asfalto, lo senti fremere sotto di te. E il caldo, la sete, il sonno, il freddo e la fame non ti fanno assolutamente paura. Lo voglio poggiare un piede. Voglio posarlo sulla mia nuova strada…

Melatonina, please!

Saturday 23 June 2007

nemo0000

Sull’onda di un consiglio di Decay (si vede che per ora ho il cervello in pappa e non riesco a scrivere motu mio!), desidererei assumere forti dosi di melatonina. In realtà non è che io, da profano quale sono, abbia capito bene a cosa serva precisamente questa melatonina. So che viene prodotta dal nostro corpo di notte, raggiunge il picco massimo di produzione tra le 2 e le 4 di mattina e cala col giungere dell’alba. Inconsapevole di eventuali rischi, di controindicazioni e desideroso di provare una nuova emozione, voglio forti dosi di melatonina. C’è qualche pusher di passaggio?

Scusi, ma lei è un fotografo?!

Friday 22 June 2007

nemo0000

(Roma. Un negozio di fotografia nei pressi di Roma Termini. Alle pareti macchine digitali e stampanti piccolissime. Il fotografo ha un camice bianco, vende anche occhiali. Nemo ha una camicia bianca e la solita borsa verde militare, un paio di jeans e gli occhiali gli scivolano sul naso. Il dialogo tra i due è serratissimo ed incalzante.)
Nemo: Salve.
Fotografo: Salve, desidera?
Nemo: Avrei bisogno di un’informazione.
Fotografo: Mi dica…
Nemo: Per caso vendete le ricariche per la Polaroid?
Fotografo: Polaroid?
Nemo: Si, sa… quella macchina fotografica che scatta foto e le sviluppa subito.
Fotografo: Si, so cosa è una Polaroid.
Nemo: Allora perchè…
Fotografo: Non ne abbiamo.
Nemo: Sa dove posso trovarle? Ho girato molti negozi…
Fotografo: Non saprei, forse qualche pazzo le vende ancora.
(Nemo sgrana gli occhi. Il fotografo rimane impassibile.)
Nemo: Ho capito. Grazie lo stesso.
(Nemo fa per uscire dal negozio.)
Fotografo: Ma buttala la Polaroid. Ormai è superata.
(Nemo sgrana gli occhi ancora di più.)
Nemo: Veramente l’ho comprata da poco.
(Questa volta è il fotografo a sgranare gli occhi, si porta le mani ai capelli e guarda il suo interlocutore come se si trattasse di un alieno.)
Fotografo: Compra una digitale ed una stampante piccola da portarti dietro.
Nemo: A questo punto mi sembra più comoda una Polaroid!
Fotografo: Ma ormai con le digitali…
Nemo: Scusi, ma lei è un fotografo o vende soltanto macchinette digitali e stampanti da portarsi dietro?!
(Nemo esce dal negozio scrollando le spalle.)

Certi attimi del presente

Thursday 21 June 2007

nemo0000

Sto perdendo la vista. E’ una notizia ufficiosa. E più penso al fatto che domani sarà una giornata stancante davvero, più i miei occhi si affaticano. Avrei solo bisogno di dormire, ma non posso permettermelo… Ogni volta che ho sonno di pomeriggio (cosa comunque molto rara), ho sempre qualcosa da fare e tutto si conclude con un nulla di fatto. Prima o poi il libro riceverà un colpo dalla mia faccia e mi ritroverò a russare sulle serie monetali di Menandro, sulle tombe di Tillja Tepè, sulla trésorerie hellénistique d’Aï Khanoum… E, come per magia, domani ricorderò tutto, anche ciò che non ho studiato. Più esami dò e più divento insensibile… Non va bene.

A piedi scalzi

Thursday 21 June 2007

nemo0000

E’ estate. E, sull’onda di un post pseudo-feticista (si tratta, com’è ovvio, di un complimento), mi accingo a scrivere circa qualcosa che, fino a poco tempo fa, non provocava in me alcuna sensazione, tranne un senso di torbida trasgressione: camminare a piedi scalzi. Grazie alla mia vita da studente universitario fuori sede, posso finalmente girare per casa a piedi nudi. Vi starete chiedendo il nesso tra la nudità dei miei piedi e la vita universitaria… E’ presto detto. A casa mia, quella vera, non si può assolutamente girare a piedi scalzi perchè il pavimento si sporca e poi, se viene qualcuno, si fa brutta figura. La differenza sostanziale con prima è che ora me ne sbatto, tanto decido io quando lavare o meno per terra (ciò significa che potrei farlo due volte al giorno oppure una volta alla settimana). E dunque saltello come un fringuello (lo so, l’immagine fa un po’ ribrezzo) per casa, libero dagli impedimenti di calze, scarpe, infradito e qualsivoglia genere di calzatura. Non resisto al contatto materiale della pianta del piede col pavimento fresco e mi piace poter liberamente massaggiare i piedi mentre studio. Il problema è solo uno… Appena tornerò giù, mi trasferirò in campagna e lì il divieto diventa assoluto (causa scala in legno).

Demian - Herman Hesse

Wednesday 20 June 2007

nemo0000

Se si teme qualcuno, vuol dire che si è concesso
a questo qualcuno un potere su di noi…

Angelo a pois

Tuesday 19 June 2007

Angelo_a_pois_2_by_Muuze

Muuze, mi presti le tue ali?! Ho bisogno di andar via…