Archivio di May 2007

Notturno Bus

Friday 18 May 2007

locandina

Film gradevolissimo e da vedere assolutamente. Finalmente la Mezzogiorno non si trova impelagata in un ruolo tutto urlato e tragicomico, Mastandrea colpisce sempre con la sua fantastica aria da perdente ed Ennio Fantastichini è magistrale in un ruolo che gli calza a pennello. Voto? Credo un 8 e mezzo, quasi 9… Beh, io lo consiglio assolutamente…

Alla deriva…

Friday 18 May 2007

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Leggere Parole - Perturbazione

Thursday 17 May 2007

Se ognuno di noi è un libro tra i tanti,
non siamo che pillole d’inchiostro
racchiuse tra note e pagine.
Calvino e Perec, racconti e memorie,
non siamo che storie dentro storie
più grandi e più piccole di noi.
E adesso che vai separi i volumi,
la carta che scivola in cartoni
e scivola insieme a te.
Ma io volevo dirti non mi importa, non importa;
quello che mi prendi, quello che mi lascerai…
Solo le parole nostre, non rubarle mai…
Sai meglio di me che siamo intricati,
capitoli lunghi e complicati
lasciati sul dorso a testa in giù.
Mi sfoglierai mai pensandoci ancora
tra i segni di una matita nuova
nei libri che resteranno a te.
Ma io volevo dirti non mi importa, non importa;
quello che mi prendi quello che mi lascerai…
Solo le parole nostre, non rubarle mai…
Solo le parole nostre, solo le parole nostre, non rubarle mai…

Family Day

Saturday 12 May 2007

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E io?

Saturday 12 May 2007

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C’è parecchio su cui riflettere in questo caldo weekend di maggio. Tanta carne al fuoco e, come sempre, si rischia di perdere un po’ la strada. Ci sono state centinaia di persone in Piazza San Giovanni, qui a Roma. Hanno manifestato in difesa della famiglia. A qualche chilometro di distanza, altre persone fanno una contromanifestazione in difesa della laicità dello Stato. Ho cercato di capirne di più, davvero, ma mi sono dovuto scontrare con il solito problema: la mancanza di messa a fuoco del problema. Tante contraddizioni, tanti malumori, tante imprecisioni. A parte il fatto che qualcuno dovrebbe degnarsi di spiegarmi per bene quale coppia (con o senza prole) possa essere considerata famiglia e quale no. Cioè, è necessario un sigillo del Comune o della Chiesa affinchè la società riconosca l’amore tra due persone? Oppure due persone che si amano non sono tali anche senza questo tipo di approvazioni? Credo che si sia perso il senso della misura, da un lato e dall’altro. E io mi ritrovo separato a metà. Io ci credo nella famiglia, ma ovviamente credo anche al fatto che se i miei non fossero sposati saremmo ugualmente una famiglia. Che differenza c’è? L’unica differenza (quella che ha portato il dibattito fino a questo punto) è che, se io dovessi decidere di non sposarmi, sia io che la mia compagna avremmo negati i diritti riservati alle coppie sposate. Bel casino. Sono per la famiglia, di qualunque tipo essa sia, ma non sono assolutamente per l’adozione di bambini da parte di coppie gay. Non ci sono andato a San Giovanni, non vado mai alle manifestazioni strumentali e strumentalizzate. Sarei andato alla contromanifestazione, ma credo che la laicità dello Stato non abbia bisogno di manifestazioni. E’ una cosa logica. Così come lo è la famiglia. Mi è piaciuto molto quel politico che ha detto “Io manifesto ogni giorno per la famiglia, non ho bisogno di scendere in piazza per farlo…”.

Ritratto Di Signora - Roberto Vecchioni

Friday 11 May 2007

Non scalerò montagne per te e non attraverserò deserti,
e ci sono anche poche possibilità che varchi gli oceani a nuoto, solo per vederti…
Non t’illuminerò una piazza, non scriverò il tuo nome nel cielo,
non ti andrò a prendere nessuna stella…
Non combatterò per te né draghi, né mulini a vento, né demoni dell’inferno…
No, per te non farò niente di tutto questo…
Per te mi venderò, per te farò il buffone,
mi darò sempre torto anche quando avrò ragione,
appenderò il violino a una stella che tu sai,
perché soltanto tu, soltanto tu lo suonerai.
Sarò la tua signora vestita in raso rosa,
antica come un quadro, bella, altera, un po’ sdegnosa,
il passero che a sera danza sui ginocchi tuoi,
sarò l’eroe dei sogni che nessuno ha fatto mai.
Perché mi batterò per te con un esercito di idraulici
condomini, dentisti, rompipalle, bottegai;
mi coprirò delle ferite della noia, quelle che nessuno vede
e non sanguinano mai.
Per te… per te… per te… per te…
Per te… per te… per te… per te…
Per te io mentirò giurando su mia madre,
e laverò anche i vetri agli incroci delle strade;
mi toglierò le ali affittate a un baraccone,
perché volar da soli è solamente un’illusione.
Non mi confonderò mai più con questa compagnia di geni,
sempre soli, sempre con il “coso” in mano
a dirsi “quanto siamo bravi, Dio, ma come siamo bravi!”
e che da piccoli era meglio che giocassero al Meccano.
È più difficile spostare l’esistenza un po’ più giù del cielo
e diventare un uomo, per te.

Direttamente da Piazza San Pietro…

Friday 11 May 2007

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Oggi il post lo scrivo on the road. Mi trovo qui per incontrare mio fratello, in gita nella città eterna. E’ da un po’ che non lo vedo e sono sicuro che il bastardo è cresciuto ancora in altezza. Farò il rifornimento di magliette estive e, per mia (s)fortuna, mia madre mi ha risparmiato un carico di braciole messinesi, bottiglie di vino della casa e bocce di salsa. Sono circondato da stranieri ed ho la piacevole sensazione di essere l’unico essere umano che parla italiano. Questa situazione mi fa sentire “a casa”. Mi ci devo abituare, è inevitabile. Come mi dovrò abituare a mangiare cibi dal sapore diverso dal nostro (ma questo non è poi un problema così insormontabile). Oppure mi dovrò abituare a ritmi completamente diversi e inusuali per un occidentale. Per fortuna, tra le cose che ho imparato agli scout (esperienza per altri versi facilmente discutibile) vi è l’adattabilità. Il che non significa subire ciò che gli altri decidono per te, ma plasmarsi, cercare di entrare nella loro mentalità, capire perchè si fa o non si fa una determinata cosa.

Paranoia

Monday 7 May 2007

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Quando tutto sembra assumere un senso, piano piano, lentamente, con fatica quotidiana… Ecco che in quel momento qualcosa accade. Sembra tutto fatto apposta per darti quella piccola spinta che, inevitabilmente, ti farà perdere quell’equilibrio che avevi tanto cercato. E cadrai. Davvero, io non riesco ad immaginarla una vita ancora più lontana da casa, ancora più lontana da lei. E proprio quando, dopo aver teso per tanto tempo le mani, finalmente sarei riuscito ad afferrarla, a stringerla a me. Forse le sfiorerò le mani, per poi perderla. Nuovamente. E stavolta per colpa di nessuno…

La vita di un bambino…

Friday 4 May 2007

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Entro in un campo minato, ne sono consapevole. Oggi esce un articolo su Repubblica.it, che vi consiglio di visionare prima di continuare la lettura di questo post. Brevemente (per quelli che ovviamente non hanno minimamente preso in considerazione il mio invito nella seconda riga), da oggi è possibile, grazie ad un test acquistabile su Internet al prezzo di circa 270 euro, conoscere il sesso del nascituro già dalla sesta settimana, cioè un mese e mezzo dopo il concepimento. La scienza fa passi da gigante, come sempre. Non che prima non si poteva sapere così in anticipo, ma si doveva ricorrere a esami invasivi e molto costosi, tra l’altro effettuati solo sulle donne dai 35 anni in sù. Adesso invece, con un semplicissimo kit non invasivo e dal costo abbordabile, è possibile sapere subito il sesso del piccolo in arrivo. Morale? Secondo le associazioni contro l’aborto, Prolife in prima fila, questo test provocherà un aumento degli aborti, nel caso in cui il piccolo non rispetterà le aspettative dei genitori in quanto a sesso. Beh, a me fa un po’ senso questa cosa. Cioè, io un bambino lo accetterei in qualunque caso (che sia maschio o femmina)… Pensare che qualcuno possa decidere IN BASE AL SESSO di non far nascere un bambino è una cosa che mi colpisce allo stomaco. Giustificherei (ma non del tutto) una decisione del genere di fronte a una grave malformazione del bambino oppure una malattia incurabile, ma “ucciderlo” solo perchè si tratta di una femmina (o di un maschio) no! Non riesco a giustificare una decisione di questo tipo. E voi?

Spider-Man 3

Thursday 3 May 2007

locandina

Lo confesso. Ho sempre amato l’Uomo Ragno. Mi affascina quel suo danzare tra i grattacieli di New York appeso alle ragnatele. Il terzo capitolo non smentisce le aspettative. Solita introspezione psicologica e soliti fantastici duelli sui cieli della Grande Mela. Un po’ troppo “soliti”. Per carità, il film è grandioso, spettacolare, avvincente, ma ho avuto la netta impressione di vedere uno degli altri due film dedicati all’Uomo Ragno. Non importa quale dei due; il ritmo è sempre quello. Due piccoli appunti da fare agli sceneggiatori. Il primo riguarda la storia di Peter Parker con Gwen Stacy, troppo banalizzata e volutamente “ridotta” nel film. Il secondo riguarda una scena precisa: quando l’Uomo Ragno compare nel luogo dove avverrà la lotta finale del film, arriva come sempre appeso alla ragnatela. La folla è eccitata per il suo arrivo, qualcuno batte le mani, la musica cresce d’intensità e… la telecamera punta sul corpo del super-eroe mentre corre sulla terrazza di un grattacielo. Tutto normale, direte voi, se non fosse per la gigantesca bandiera americana che sventola sullo sfondo. Io ho letteralmente arricciato il naso. Mi sta simpatico l’Uomo Ragno, pur sapendo che è un super-eroe americano, ma quella scena è da volta-stomaco… Inopportuna e propagandistica. Il mio voto scende a 8- solo per questa scena. E pensare che stava beccando un 9–…