L'attesa

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C’è chi aspetta treni che spesso non arrivano. Oppure chi si illude che il treno che sta arrivando sia quello giusto. In fondo, come puoi essere sicuro che il treno in arrivo (di cui comunque senti solo i freni) sia quello che ti porta nel posto giusto al momento giusto? Io credevo di aver imparato a riconoscere i treni. Arrivavo nelle stazioni, sapevo quali cartelloni guardare ed a chi eventualmente chiedere informazioni. Poi mi dirigevo spedito verso il treno in partenza. Salivo. All’inizio ero convinto si trattasse del treno giusto, anzi non facevo altro che ripetermelo. Poi, improvvisamente, a metà corsa ho sempre provato l’impulso irrefrenabile di scendere giù. E non appena il treno sferragliava lento tra i tralicci di una stazioncina solitaria (una di quelle dove praticamente non scende e non sale nessuno), io scendevo. L’ho sempre fatto. E’ inutile farsi portare dove non si vuole. A volte sono stato buttato giù a forza, altre con delicatezza. Ma sono sempre sceso. E dunque, percentualmente parlando, ho passato più tempo ad aspettare treni piuttosto che a viaggiarci sù. Sto aspettando l’ennesimo treno. Ne sento i freni, ma ancora non sono sicuro che si fermerà qui. Forse il macchinista non sa che io lo sto aspettando. Forse c’è troppa nebbia o si trova ancora a parecchi chilometri di distanza dalla mia stazione. Questo non lo so, ma l’attesa è snervante… Come sempre.

2 Commenti a “L'attesa”

  1. martina scrive:

    sei un poeta..

  2. Nemo scrive:

    martina
    Troppo buona… In realtà adesso hai contribuito all’incontrollata espansione del mio ego… ;)

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