Spider-Man 3

Lo confesso. Ho sempre amato l’Uomo Ragno. Mi affascina quel suo danzare tra i grattacieli di New York appeso alle ragnatele. Il terzo capitolo non smentisce le aspettative. Solita introspezione psicologica e soliti fantastici duelli sui cieli della Grande Mela. Un po’ troppo “soliti”. Per carità, il film è grandioso, spettacolare, avvincente, ma ho avuto la netta impressione di vedere uno degli altri due film dedicati all’Uomo Ragno. Non importa quale dei due; il ritmo è sempre quello. Due piccoli appunti da fare agli sceneggiatori. Il primo riguarda la storia di Peter Parker con Gwen Stacy, troppo banalizzata e volutamente “ridotta” nel film. Il secondo riguarda una scena precisa: quando l’Uomo Ragno compare nel luogo dove avverrà la lotta finale del film, arriva come sempre appeso alla ragnatela. La folla è eccitata per il suo arrivo, qualcuno batte le mani, la musica cresce d’intensità e… la telecamera punta sul corpo del super-eroe mentre corre sulla terrazza di un grattacielo. Tutto normale, direte voi, se non fosse per la gigantesca bandiera americana che sventola sullo sfondo. Io ho letteralmente arricciato il naso. Mi sta simpatico l’Uomo Ragno, pur sapendo che è un super-eroe americano, ma quella scena è da volta-stomaco… Inopportuna e propagandistica. Il mio voto scende a 8- solo per questa scena. E pensare che stava beccando un 9–…



