Nessuna distanza

Lettera aperta dello staff italiano di Emergency al Governo italiano
Noi collaboratori italiani di Emergency ci sentiamo direttamente lesi, nella nostra dignità professionale ed umana, dalle aggressioni che provengono da membri influenti delle Istituzioni afgane e dall’inquietante reticenza di quelle italiane. Consideriamo gravissimo che il nostro Governo non abbia immediatamente smentito le infamanti illazioni che descrivono Emergency come fiancheggiatrice di terroristi e di Al-Qaeda. Accuse non confutate neanche nella odierna relazione del Ministro degli Esteri alla Camera dei Deputati. Lo sdegno è rivolto anche agli esponenti della maggioranza e dell’opposizione (nostri rappresentanti) nonché a quei mezzi di informazione che in questi giorni vergognosamente hanno indirizzato specifiche ed infondate accuse contro di noi ed il nostro lavoro. Questo, in qualunque parte del mondo si svolga, è finalizzato insieme a quello di medici ed infermieri, alla cura quotidiana di tutte le vittime delle guerre e delle violenze terroristiche. Nel caso di Emergency, accusando l’Associazione si accusano tutte le singole persone che con essa collaborano. Al nostro collega Rahmatullah, a tutti i nostri colleghi in Afghanistan, a tutti gli afgani che in questi anni abbiamo conosciuto e che ci hanno conosciuto esprimiamo la nostra solidarietà: nessuna distanza potrà alterare questo legame affettivo e professionale. Noi, da cittadini italiani, chiediamo al nostro Governo se, in quanto collaboratori di Emergency, ci ritenga “fiancheggiatori di terroristi”.
Lo staff italiano di Emergency ONG/Onlus
Roma, 12 aprile 2007



