C’è un post che non ho ancora pubblicato. Si trova sul mio computer. Ho pronto il titolo. Ho pronta la foto. Manca solo ciò che devo scrivere. Ma quello si trova dentro di me, non è un problema. Sono confuso. Non riesco a mettere ordine tra i miei pensieri. Ci sono attimi in cui mi sembra di aver capito il motivo della mia tristezza, e attimi in cui brancolo nel buio. Lo riesco a vedere uno spiraglio ma, per raggiungere la luce, devo lottare con le tenebre, districarmi in questa matassa di emozioni informi e datate… Sono stanco ma è l’ultima cosa che mi resta da fare. Poi, in un modo o nell’altro, sarò libero. Libero di andare a cercare quella luce, di trovarla, di tenerla stretta tra le mani. Quando arriverà quel momento?
Archivio di aprile 2007
Il post inedito
venerdì, 27 aprile 2007Lasciarsi un giorno a Roma – Niccolò Fabi
venerdì, 27 aprile 2007Non ho visto nessuno andare incontro a un calcio in faccia
con la tua calma, indifferenza, sembra quasi che ti piaccia.
Camminare nella pioggia ti fa sentire più importante,
perché stare male è più nobile per te.
Ricordati che c’è differenza tra l’amore e il pianto,
fatti un regalo almeno ogni tanto e poi se puoi…
Fai finta che è normale non riuscire a stare più con me,
cerca un modo per difenderti, una ragione per pensare a te.
La vita può cambiare in un momento, mi fa paura e anche se
il pavimento del paradiso sei per me…
Fai finta che è normale non riuscire a stare più con me,
c’è soltanto un modo per riprendersi, lasciarsi un giorno e poi dimenticarsi…
Qual è il grado di dolore che riesci a sopportare
prima di fermare l’esecuzione e chiedere soccorso
a me che non ti do un motivo ancora per restare
nella storia di una storia che non c’è.
Fai finta che è normale non riuscire a stare più con me,
cerca un modo per difenderti una ragione per pensare a te…
Lasciarsi un giorno, lasciarsi un giorno a Roma…
Un giorno lasciarsi e poi dimenticarsi…
Lasciarsi un giorno, lasciarsi un giorno a Roma…
Un giorno a Roma lasciarsi e poi dimenticarsi…
Come un quadro, cado giù…
venerdì, 27 aprile 2007“A me m’ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c’é una ragione. Perché proprio in quell’istante? Non si sa. Fran. Cos’é che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C’ha un’anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un’ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall’inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d’accordo, allora buonanotte, ‘notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto, fran. Non si capisce. E’ una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio. Fran.”
(Alessandro Baricco, Novecento. Un monologo)
Abitudine – Subsonica
mercoledì, 25 aprile 2007Abitudine tra noi è un soggetto da evitare;
tra le frasi di dolore, gioia, nei desideri, non ci si è concessa mai.
Dolce e instabile condanna, mi hai portato troppo in là:
vedo solo sbarre, vedo una prigione umida, vedo poca verità.
Come fare a dirtelo che non ci sei più dentro me
e che siamo l’eco di parole intrappolate in fondo al cuore.
Come fare a dirtelo che non ci sei più dentro gli occhi miei,
che siamo solamente incomprensione e lacrime.
Ci sarebbe da capire come è stato facile
congelarsi sotto tutti i nostri desideri e sentirli inutili.
Come fare a dirti che non c’è più spazio per progetti
e tanto non ne abbiamo mai fatti e che sarebbe stupido.
Come fare a dirti che ho voglia di morire
come in fondo sto facendo già da un po’.
Come fare a dirtelo che non ci sei più dentro me
e che siamo l’eco di parole intrappolate in fondo al cuore.
Come fare a dirtelo che non ci sei più dentro gli occhi miei,
che siamo solamente incomprensione e lacrime.
Come fare a dirtelo…
Il mio naso libero… ORA!
domenica, 22 aprile 2007Confusione
sabato, 21 aprile 2007
Mi sfugge qualcosa ultimamente. Non riesco a comprendere bene il comportamento delle persone. Avrò pure mille impegni e mille cose da fare, e forse trascuro un po’ anche io, ma non mi sembra che la situazione sia normale. A questo punto comincio a chiedermi se è necessario che io sia d’aiuto, o se forse sia più opportuno starmene ancora in quest’angolo di silenzio e buio. Non so. Ultimamente qualcosa mi sfugge. E non trovo la forza per acciuffarla… Mi spiace. Non ci riesco.
E Penso A Te – Lucio Battisti
mercoledì, 18 aprile 2007Io lavoro e penso a te,
torno a casa e penso a te,
le telefono e intanto penso a te.
Come stai e penso a te,
dove andiamo e penso a te,
le sorrido, abbasso gli occhi e penso a te.
Non so con chi adesso sei,
non so che cosa fai,
ma so di certo a cosa stai pensando.
E’ troppo grande la città per due che, come noi,
non sperano però si stan cercando… cercando…
Scusa è tardi e penso a te,
ti accompagno e penso a te,
non sono stato divertente e penso a te.
Sono al buio e penso a te,
chiudo gli occhi e penso a te,
io non dormo e penso a te…
Qualche anno fa…
lunedì, 16 aprile 2007
Mi lasciavo trasformare dalla mia timidezza. Non incrociavo gli sguardi altrui. Abbassavo gli occhi e vivevo la mia vita. Finchè una serata non mi presentarono una persona e, inaspettatamente, mentre le stringevo la mano la fissai dritta negli occhi. In quel preciso istante sentii il mio cambiamento. Ero timido, lo sarei rimasto, ma c’era qualcosa che mi donava una forza particolare. Cominciai ad essere più spigliato, ad usare l’arma del sarcasmo e della provocazione per abbattere quel muro involontario che si crea tra due persone che non si conoscono. A volte risulto probabilmente un po’ fastidioso, ci sono attimi in cui non mi rendo conto che il momento non è adatto, altre volte mi rifiuto di capirlo. Soprattutto chi non mi conosce bene pensa che io sono fatto così; una persona che scherza sempre, spesso al limite. Ma non è così. Per cui, d’ora in poi, se qualcuno di voi nota in me eccessivo sarcasmo e battuta facile, è pregato di interpretarlo come un “sto cercando di venirti incontro, per eliminare la barriera che mi separa da te”… Ci tenevo a informarvi di ciò.
Oompa Loompa
lunedì, 16 aprile 2007
Quest’uomo è un mito… Le sue evoluzioni, i suoi fantastici balletti, la sua voce dalle mille tonalità… Tutto di lui ti contagia. Per non parlare dei suoi mitici capelli ricoperti di brillantina! Dove l’ho visto? Indovinate…
Nuova Identità – Tre Allegri Ragazzi Morti
domenica, 15 aprile 2007Sa già un po’ di me la tua pelle,
la tua bocca no, sa di sangue.
Si consumerà questa identità,
un uomo che cos’è
di così diverso da te…
Penso veramente che mi farebbe bene
capire come fai a stare sui tacchi che hai.
Prestami i vestiti che io ti presto i miei
voglio capire se e’ difficile esser la ragazza che sei…
Non sono come noi e non lo sanno fare,
alle ragazze si sa non piace.
Riconosco già la mia identità,
io so che cos’è che mi fa diverso da te…
Penso veramente che mi farebbe bene
capire come fai a stare sui tacchi che hai.
Prestami i vestiti che io ti presto i miei
voglio capire se e’ difficile esser la ragazza che sei…
Sa già un po’ di me la tua pelle,
io sono come te se ti piace.





