C’è silenzio fuori. Il problema è che c’è silenzio anche dentro. E questo mi fa male. Ho sempre dialogato col mio corpo, soprattutto con il mio cuore. Ma stavolta non mi ascolta e non mi parla. Si sta tirando fuori da una situazione complessa. Sembra quasi che mi voglia dire “Adesso è meglio che te la sbrighi da solo!”. Ma perchè, nel momento in cui abbiamo più bisogno di presenze accanto a noi, scompaiono tutti? Perchè sono così lontano da casa da non poter chiedere consigli a quattrocchi, sfogarmi e andarmene in riva al mare a pedalare? Perchè questo stavolta non mi è concesso? A volte mi rendo conto di non riuscire a passare sopra le cose. Ci sono paletti, piantati da me, che non voglio assolutamente sorpassare. E mi ritrovo a vagare nello stesso punto, senza una meta precisa, perchè fuori da questa situazione non ci posso e non ci voglio stare. Ma dentro ci sto, se possibile, ancora più male. Chi mi regala un paio di ali? Ne ho bisogno… tanto.
“Magari adesso ti sembra così. Poi capita che queste persone più importanti si susseguono, si accendono e si spengono come lampadine. Una volta spegni tu, una volta si fulmina lei. Poi arriva una persona e resta accesa. Passano i giorni e resta sempre accesa. Non si fulmina.” (Lezioni di volo)
