Qualche uovo lo rompo…

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Generalmente ho un passo accorto. Mi muovo con delicatezza e riesco a capire quando il terreno mi cede sotto i piedi. Raramente parlo a sproposito e preferisco comunque tenermi tutto dentro. Fa parte di me, del mio carattere, del mio sentirmi comunque diverso, più introspettivo. Ma, per la stupida ed ignobile legge del contrappasso, ci sono dei momenti in cui divento un elefante, calpesto tutto e tutti, sembra che io non abbia alcun sentimento oppure, molto più realisticamente, sembra che io non capisca “gli altri”, il loro chiedermi aiuto oppure la loro semplice e pura disapprovazione. Quando questo succede, io naturalmente non me ne accorgo o, se lo faccio, lo faccio molto lentamente. Assorbo come una spugna e finalmente, quando sono zuppo, mi accorgo di ciò che sto facendo. Non so se questo abbia qualcosa a che vedere con la mia innata incapacità di capire “gli altri”. Ci sono volte in cui qualcuno deve spiegarmi “sai, forse quella persona si è comportata in quel modo perchè… ecc ecc”… Ed io “ma dai, vero?!”. E casco dalle nuvole, come un deficiente o come un bambino. Tutto ciò ovviamente con il più completo stupore di chi mi sta accanto.

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