Arriva un momento…
Arriva un momento nella vita di un uomo nel quale quel momento non gli basta più. Chiude la cornetta. Si guarda intorno. Ascolta il silenzio che lo avvolge. E, pur essendo uomo, pur avendo un determinato carattere, pur risultando forte e determinato… quell’uomo comincia a singhiozzare. Comincia a chiedersi cos’è che lo riduce in quel modo, cosa lo spinge e cercare le tanto odiate lacrime, cosa gli permette di superare la sua naturale diffidenza con il sentirsi fragile. E tutto precipita, vuoi o non vuoi; sia che la telefonata sia stata bella ed emozionante, sia che invece ci si è presi a parole tutto il tempo. Non importa. Guarda la sua vita da un’angolazione completamente nuova, e si chiede quanto ancora rimane da vivere prima di poterla rivedere. Quanto dura il tempo di una lontananza. Perché vivere si chiama vivere solo quando si trova accanto a lei. Tutto il resto è sopravvivere. E chiedersi quanto ancora manca prima di poterla riabbracciare. E maledice chi ha creato la distanza, chi ha inventato le stazioni e gli aeroporti, chi ha deciso che per poter studiare ciò che piace si deve sempre andare lontano da casa. Ha chiesto solo un amore possibile ed invece ha tra le mani un amore probabile. Fatto solo di lui e di lei. Fatto dalla loro forza e dalle loro debolezze. Ma ce la faremo, dice tra sé e sé. E ci crede.
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