Il Governo ha la maggioranza politica. No, il Governo è allo sfascio. Beh, no… Si potrebbe anche dire che l’Opposizione non ha più motivo di esistere. Ma dai, solo per Follini che è andato via?! Beh, si aggiunge l’UDC! Ma l’UDC sta ancora con Berlusconi. No, questo non è corretto… In realtà, l’UDC……. BASTAAA!!! Mi sono veramente, sinceramente, potentemente, improrogabilmente rotto i c*******i!!! E’ diventato il teatro dell’assurdo, questo panorama politico italiano! Io dico “nero” e loro mi rispondono “bianco” (con la Lega che, probabilmente, biascicherebbe uno stupido ed ubriachissimo “negro”). Se loro si azzardassero a dire “cielo” io sarei quasi costretto a rispondere “terra”. Sembra il gioco dei contrari. Ed è francamente imbarazzante che tutto ciò avvenga su questioni non di poco conto. Il paradossale sta proprio nel fatto che un Governo di Sinistra, storicamente contrario alle nuove guerre americane, debba difendere a spada tratta una missione di pace (?) in un paese in guerra (!). E ancora più paradossale è il fatto che il Sig. Berlusconi (ho cominciato a chiamarlo così da quando lui chiama così tutti gli altri esseri umani, soprattutto di sinistra e quindi comunisti, mostrando un po’ di snobbismo mentre lo dice), prima fortemente critico con la politica estera del Governo Prodi, si sia astenuto dal votare il rifinanziamento della missione militare in Afghanistan (il che equivale ad aver votato NO). Che bella la politica, quando ragiona solo attraverso i propri interessi (e cioè sempre); io li amo questi uomini che danno tutti sé stessi non per fare gli interessi del Paese, ma per fare i propri. Certo, quanta fatica avranno fatto per arrivare lì dove sono? Quanti soldi avranno speso? Quanti favori avranno dovuto fare? Quanti culi avranno dovuto leccare? Fossi in loro, mi comporterei allo stesso modo. In fondo sono tutti accomunati da queste fatiche e questi sacrifici. Ecco perchè, Destra o Sinistra al potere, poco cambia! “Tu hai iniziato una cosa? Beh, io non posso non procedere nella tua direzione”. MA PERCHE’? CHI LO HA DETTO? Non ci siamo ritirati dall’Afghanistan perchè temevamo l’ira degli “alleati”; tanto gli “alleati” hanno ugualmente tentato (e stanno ancora tentando) di inculare il Governo Prodi. Mandano il faccino di Condooleza a D’alema. Lei ride (oddio!), lui ride, chiacchierano, scambiano battute, non parlano MINIMAMENTE del sequestro Mastrogiacomo e, quando il povero (?) D’alema ritorna in Italia, ecco l’affondo degli USA! Sempre uguali, sti americani… Un po’ come i nostri politici.
Archivio di marzo 2007
Il paese del forse
venerdì, 30 marzo 2007Welcome to hell…
lunedì, 26 marzo 2007Lo sguardo mi cade su un link ad un articolo apparso su Repubblica.it. Il Papa ricorda ai fedeli che “l’inferno esiste anche se nessuno ne parla più”. Non so perchè, ma mi è venuto un groppo in gola. Forse non c’è niente di male, ma credo che questo clima “da fine del mondo” non faccia bene a nessuno. Cioè, a che pro ricominciare ad insegnare nel Catechismo che il Diavolo esiste, che l’Inferno non è una balla, che Dio è buono e caro ma… ecc ecc? Ricordo ancora gli anni del mio catechismo (per fortuna finiti in breve tempo) quando la temuta Signorina C puntava il dito ossuto contro noi piccoli ignari e ci diceva “Pregate sennò finirete all’Inferno”. Grazie a Dio (almeno lui!) sono cresciuto bene nonostante questo stressing psicologico… Per fortuna. Beh, il Papa di ieri mi ha ricordato un po’ la Signorina C. E i pianti delle mie compagnette di catechismo, terrorizzate dall’Inferno, ossessionate dalla Preghiera e timorate di Dio. Uff…
Piccolo svago
lunedì, 26 marzo 2007
Il mio cuore non mi parla
domenica, 25 marzo 2007C’è silenzio fuori. Il problema è che c’è silenzio anche dentro. E questo mi fa male. Ho sempre dialogato col mio corpo, soprattutto con il mio cuore. Ma stavolta non mi ascolta e non mi parla. Si sta tirando fuori da una situazione complessa. Sembra quasi che mi voglia dire “Adesso è meglio che te la sbrighi da solo!”. Ma perchè, nel momento in cui abbiamo più bisogno di presenze accanto a noi, scompaiono tutti? Perchè sono così lontano da casa da non poter chiedere consigli a quattrocchi, sfogarmi e andarmene in riva al mare a pedalare? Perchè questo stavolta non mi è concesso? A volte mi rendo conto di non riuscire a passare sopra le cose. Ci sono paletti, piantati da me, che non voglio assolutamente sorpassare. E mi ritrovo a vagare nello stesso punto, senza una meta precisa, perchè fuori da questa situazione non ci posso e non ci voglio stare. Ma dentro ci sto, se possibile, ancora più male. Chi mi regala un paio di ali? Ne ho bisogno… tanto.
“Magari adesso ti sembra così. Poi capita che queste persone più importanti si susseguono, si accendono e si spengono come lampadine. Una volta spegni tu, una volta si fulmina lei. Poi arriva una persona e resta accesa. Passano i giorni e resta sempre accesa. Non si fulmina.” (Lezioni di volo)
Il governo italiano deve agire!
domenica, 25 marzo 2007Afghanistan – 25.3.2007
Da allora nessuno ha potuto vederlo o parlargli, nemmeno i suoi famigliari. Non è stata formulata nessuna accusa, non esiste alcun documento che comprovi la sua detenzione. Alcuni afgani, che lavorano nel posto in cui Rahmatullah Hanefi è rinchiuso, ci hanno detto però che lo stanno interrogando e torturando “con i cavi elettrici”. Rahmatullah Hanefi è stato determinante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, semplicemente facendo tutto e solo ciò che il governo italiano, attraverso Emergency, gli chiedeva di fare. Il suo aiuto potrebbe essere determinante anche per la sorte di Adjmal Nashkbandi, l’interprete di Mastrogiacomo, che non è ancora tornato dalla sua famiglia. Oggi, domenica 25, il Ministro della sanità afgano ci ha informato che in un “alto meeting sulla sicurezza nazionale” presieduto da Hamid Karzai, è stato deciso di non rilasciare Rahmatullah Hanefi. Ci hanno fatto capire che non ci sono accuse contro di lui, ma che sono pronti a fabbricare false prove. Non è accettabile che il prezzo della liberazione del cittadino italiano Daniele Mastrogiacomo venga pagato da un coraggioso cittadino afgano e da Emergency. Abbiamo ripetutamente chiesto al Governo italiano, negli ultimi cinque giorni, di impegnarsi per l’immediato rilascio di Rahmatullah Hanefi e il governo ci ha assicurato che l’avrebbe fatto. Chiediamo con forza al Governo italiano di rispettare le parola data.
Teresa Sarti Strada
Presidente di Emergency
Nè destra, nè sinistra, nè …?
mercoledì, 21 marzo 2007Il mio “creare blog” ebbe inizio qualche anno fa. In una maniera un po’ strana, direi. Facevo scorribande per la Rete, raccoglievo articoli, opinioni, vignette e inviavo il tutto via mail ai miei primi lettori… cioè tutta la mia rubrica indirizzi. Praticamente c’era chi leggeva e rispondeva, chi leggeva soltanto e chi cestinava direttamente. La democrazia funziona così. Ovviamente, tutto ciò che “postavo” in questo mio primo blog aveva a che fare principalmente con la politica, con la cultura e con la società. Provocavo, facevo discutere e spesso le mie mail erano la base per alcune chiacchierate con un vecchio amico. Io ero l’intellettuale di sinistra, a colloquio con il marinaio di destra, con il “finiano” vecchio stampo. Avevo un’idea ben precisa del ruolo che la politica rivestiva nella mia vita. Perché parlo al passato? Ci arrivo, tranquilli… Erano i tempi del governo Berlusconi, che tanto aveva fatto parlare di sé e tanto continua a far parlare ancora adesso. Erano i tempi delle leggi ad personam, dell’articolo 18, della guerra prima in Afghanistan e poi in Iraq, della nostra alleanza con l’America di Bush, e di tutto ciò che successe dopo il maledettissimo 11 settembre (e qui, il “maledettissimo” non è riferito solo all’immane quantità di persone che morirono in quell’attentato, ma anche all’ancora più immane tragedia che colpì le popolazioni innocenti di Afghanistan, prima, ed Iraq, poi…). Si parlava, si confrontavano opinioni diverse, alcune volte si trovavano dei punti di contatto; ma, alla fine, si rimaneva comunque della propria idea, come era giusto. Ingenuamente, e con la passione di un tempo, credevo esistesse in Italia una forza politica capace di cambiare la situazione. Ne ero convinto. C’erano cortei e manifestazioni, esisteva un “popolo della pace” (tanto cavalcato dai politici quanto esaltato dai giornalisti), c’era nell’aria un profumo diverso, di cambiamento, di voglia di fare. C’era una campagna elettorale. Punto. C’era SOLO e SOLTANTO una campagna elettorale. Andai a votare il 9 aprile. Elettrizzato, fiducioso, speranzoso. Poi la lunga trafila degli exit-pool, il mistero del calo di schede bianche (ma questa è un’altra storia e qualcuno a raccontarla ci sta lasciando le penne), la vittoria così risicata della sinistra che la si chiama vittoria proprio perché non esiste altro termine per identificare una mezza sconfitta (forse “vittoria di Pirro” andrebbe bene). Ma, nonostante tutto, c’eravamo. Eravamo lì. Ora si trattava di governare. E di rispettare gli elettori. Perchè un politico lo sa cosa vuole il suo elettore. Lo sa, ma spessissimo fa finta di non saperlo. “Cade dalla naca”, come direbbe mia nonna. E così, questo governo, tanto atteso, casca dalla naca. Fa finta di non capire che la maggioranza dei suoi voti li ha avuti da persone che con la guerra in Iraq ed in Afghanistan non vogliono avere nulla a che spartire. Irresponsabile. Si è chiamato in causa un aggettivo così pesante per identificare il comportamento dei parlamentari della sinistra che hanno votato contro il rifinanziamento della missione in Afghanistan. Ma si può, in questo Paese, votare secondo coscienza? O lo si può fare solo quando si deve votare sui DICO? Un parlamentare che è contro le coppie di fatto ha maggiore diritto di professare la sua contrarietà col voto a sfavore rispetto ad un parlamentare che è contro una politica di guerra e non di pace? Ma ho perso il filo… Credo di essere arrivato al momento fatidico, un momento che ho sempre cercato di evitare. Io non mi sento più rappresentato da nessuna forza politica. Forse mi sento più rappresentato da singole personalità, ma una persona non fa un partito. Io sono disilluso. Da un governo nel quale non mi rispecchio. Da un’opposizione che non capisce cosa significhi fare davvero l’opposizione. Da una politica che è sempre più fatta da parole e interviste in tv, piuttosto che da fatti. E ora, sbizzarritevi pure con i commenti… Di certo, non finisce qui…
P.S.: l’immagine che ho scelto sta a significare che, pur nella mia incertezza di questi tempi, preferisco comunque essere un coglione, mio caro Signor Berlusconi!
Occhi Bassi – Tre Allegri Ragazzi Morti
mercoledì, 21 marzo 2007Occhi bassi quando cammini,
dentro ai piedi che tesoro hai?
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai.
E hai pianto per un film
e hai chiuso da poco
con chi non t’ha capita e forse non ti capirà mai.
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai.
Uh uh uh uh uh uh uh…
Occhi bassi, pelle di neve,
dentro ai piedi che tesoro hai?
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai.
Dice che ha le gambe corte,
non ha preso da sua madre.
Suo padre chi lo vede, suo padre.
Quando finirà la scuola poche cose da imparare,
alcune le ha già viste, alcune da provare.
Ehi, ehi, baby, molto sex,
coca cola, testa vuota, vuota come la decidi tu…
Io nuovo gioco, fuoco, ciao, rockn roll,
la parola chiave la decidi tu…
Ehi, ehi, baby, molto sex,
coca cola, testa vuota, vuota come la decidi tu…
Io nuovo gioco, fuoco, ciao, rockn roll,
la parola chiave la decidi tu…
Occhi bassi quando cammini,
dentro ai piedi che tesoro hai?
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai.
E hai pianto per un film
e hai chiuso da poco
con chi non t’ha capita e forse non ti capirà mai.
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai.
Lezioni di volo
lunedì, 19 marzo 2007In una Italia nella quale il film incasso del mese mi sembra, pur non avendolo visto (ma sapendo che è il seguito di un film che – mi scusino gli estimatori – mi ha fatto vomitare), ricco dei soliti pregiudizi e cliché, ecco che appare una – per dirla con un termine caro ai nostri nonni – pellicola dal sapore sincero e dalla sceneggiatura autentica: “Lezioni di volo” di Francesca Archibugi. Sono andato a vederlo oggi pomeriggio, inizialmente colpito soprattutto dall’ambientazione indiana e dal viaggio. Poi, una volta seduto, scopri che la “crescita” dei due giovani protagonisti avviene sì lontano da casa e che quel viaggio rappresenta comunque una fuga da una realtà nella quale sarebbero rimasti uguali. Il film è scorrevole e, se devo essere onesto, ero un po’ preoccupato dalla presenza di Giovanna Mezzogiorno, attrice che “non mi ha mai convinto fino in fondo”. Di essere brava, lo è; ma, fino ad oggi, per me gli era sempre mancato qualcosa. Forse sarò troppo esigente con gli attori. Ed invece questo film ha abbattuto un altro tabù: la presunta incapacità di Giovanna Mezzogiorno di colpirmi allo stomaco ed al cuore. Non mi getterò in lodi sconclusionate, ma il suo personaggio era perfetto, ritagliato sulla sua persona d’attrice e abilmente interpretato. Il suo viso quando capisce di essere innamorata di questo “piccolo” è memorabile. Così come la frase di Pollo, uno dei giovani protagonisti: “Non è che mi piace soltanto; mi serve”. A cosa, direte voi? Beh, andate a vederlo. Non ve ne pentirete. Si tratta di una piccola ventata di aria fresca in un cinema che tratta ormai il mondo giovanile pretendendo di uniformarlo ed appiattirlo con amori “da copertina”, del bello e dannato, di corse in motocicletta e di voci di dj da sottofondo ad una Roma che, nel film della Archibugi, invece appare nella sua forma più autentica: quella di una dea che esalta i sentimenti degli uomini, siano essi giovani reduci da una bocciatura o genitori in crisi di identità.
Beccatevi il trailer…












































