La Decadenza

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Tubi di metallo sospesi su un inutile mansarda.
La luce colpisce le sagome e le taglia di netto.
Troppi contrasti in un luogo che è già un contrasto di suo.
E mentre il mio senso di sopravvivenza annaspa, chiudo le ali.
Ho volato troppo.
Sui pregiudizi, su scarne associazioni di idee e sui miei rimorsi.
Trattai male.
Morsi.
E rimorsi.
Le mascelle fecero male.
I denti si indebolirono.
Ferite profonde e troppa luce fuori.
La decomposizione del mio intuito inizia.
Si lascia dietro carne e sangue.
Scia tra marciapiedi luridi e gomme da masticare.
Si infila tra gli affranti di scatoloni impiastricciati dalla pioggia.
Si nasconde per non ritornare più.
Ma non tutto ciò che scompare, lo fa per sempre.
E sarà di nuovo maggio.
Questa volta, per sempre.
> L’ispirazione per questo post

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