Pezzi di vetro

Il silenzio mi ha sempre giovato. La tranquillità è mia amica e la solitudine è mia sorella. Ho dei rapporti con loro. Con la solitudine mi capita di andarci anche a letto; è una buona amante. Amara amante, ma pur sempre esperta e preziosa. Si dimena, scappa, torna indietro, si fa scoprire e desiderare. E mi lascia sempre con il cuore gonfio. Ed è in quei momenti, tra le minuscole pieghe delle lenzuola zuppe d’amore e di lotta, che mi metto a pensare… Perchè, fin da piccolo, i gruppetti di più di due persone mi hanno sempre spaventato? Perchè, camminando da solo lungo il marciapiede, cambiavo direzione se vedevo un “gruppo” davanti a me? Lo faccio ancora adesso, in misura minore, ma lo faccio. La mia essenza di uomo si sviluppa inizialmente solo dentro me stesso, si fa conoscere da me e poi si relaziona con “gli altri”. E spesso lo fa in maniera brusca, dando confidenza facilmente e risultando scomoda, a volte. C’è chi giura di conoscermi bene e dice che non sono affatto timido. Errore… Sarà che forse quella persona mi ha conosciuto in uno dei momenti in cui la mia anima si dimostra sicura, forte, etc etc… Ok, chiamatemi anche schizofrenico, dalla doppia personalità, ambiguo. Può darsi ch’io sia un po’ tutto questo, ma sono io. E mi chiamo Antonio. Mi faccio chiamare Nemo. Resto io. E chi vuole andare oltre l’apparenza, lo faccia pure. Scoprirà una persona che ama sottolineare il fatto di non essere contraddittoria, ma lo è in minima parte. E cos’è questa, se non una contraddizione?! Chi mi ha seguito fin qui, ha capito chi sono. Grazie a questo blog, al precedente, alle mie foto, ai piccoli brandelli che semino sul web. Perchè forse mi viene molto più semplice farlo in questo modo. Perchè magari non devo dare spiegazioni a nessuno. Perchè rimane solo una serata di silenzi, di sorrisi… e di malinconie.



