Il silenzioso oblio di me che penso (Feat. Joyce)

sit_and_think__by_Sauull

“…come un’oscura tempesta di indubitabili sentori i miei pensieri si affollano costanti e severi nel ristretto spazio della mia mente si comprimono stretti come sardine tra culture di antesignana memoria e sensazioni vere e palpabili di questi momenti sospeso in una bolla di sapone viscida e sensazionale mi dico presta attenzione guardati intorno non sparire per troppo tempo e poi di nuovo cerco brandelli della mia esistenza in stupide canzoni e inutili fotografie mi perdo tra le letture tra le tre del pomeriggio e l’una e mezzo del mattino i panni sporchi si adagiano lentamente l’uno sull’altro e non faccio altro che stare in silenzio a pensare ma vorrei essere altrove finiti questi esami vado a fare un giro in bici mi piacerebbe averla qui girare tra i palazzi nei parchi tra le vestigia di un passato che è passato e di un futuro che è già arrivato e considero il presente come una stretta linea di terra tra due mari in tempesta il futuro e il passato non fanno altro che lottare dentro di me mi spossano si gettano sui miei scogli pensando di risvegliarmi ma non fanno altro che intorpidirmi sempre più avrei voglia di una tazza di cioccolata calda quella con la vaniglia e lo zucchero dolce da star male da far seccare la bocca da far sentire male da renderti dipendente dall’insulina in effetti rischio un po’ mia nonna era diabetica e se è vero che questa malattia ammazza-dolci salta una generazione sono fregato anche io ma ciò non toglie che la voglia c’è rimane e ci sarà ancora e dunque oggi pomeriggio mi delizierò con una bella tazza zuccherosa e inebriante…”
P.S.: l’Ulisse di Joyce mi ha accompagnato nella stesura di questo post.

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