Capita…

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Baustelle nelle orecchie, ali nei piedi, vento tra i capelli, neve sulla faccia… E’ questa la vita di questi giorni! Ogni tanto qualche ricordo “scomodo”. Allora prendo velocità, inghiotto il groppo in gola, osservo la tranquillità della e mi butto giù sulla neve fresca. E’ comodo così. Lo si potesse fare sempre, nella vita! Non appena ci si accorge che qualcuno ci sta per fare del male, via…! Lontano, su un paio di sci… Ma non è così. Ci sbatti sempre con la realtà; cerchi di aggirarla, ma lei ti aspetta alla curva dopo, dove il tracciato è più insidioso e sei costretto a rallentare. Ed è lì che ti trovi il cumulo di neve fresca; tenti di usarlo come rampa per un salto ma i tuoi sci si inchiodano e ci si conficcano come un coltello nel burro. La finestra davanti a me è aperta; le cime delle montagne sono inondate dagli ultimi raggi del sole che tramonta e una nebbiolina sottile aleggia tra gli alberi qui di fronte. A volte capita di pensare che, andando lontano da casa, si riesca a dimenticare qualcosa o qualcuno, oppure quantomeno si riesca a non pensarci, a tramortire un ricordo. Non ucciderlo, ma renderlo innocuo per qualche tempo. Ma poi basta poco per far ricominciare il cervello (o il cuore, dipende dai casi) a pensare. A volte mi capita con un profumo, altre volte con una canzone; ma anche con una scena che mi capita sotto gli occhi. Come sempre, divago. Non so dove voglio andare a parare con questo discorso; dunque mi sa che è meglio se lo tronco qui…

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