L'importante è crederci (?)

Ho camminato per un’ora. Sotto i fiocchi di neve fresca. Assaporando una gustosa crèpes alla Nutella. Passando accanto a una chiesetta in perfetto stile gotico d’alta montagna: l’eleganza maestosa resa attraverso l’utilizzo di pietre massicce e grossolane. Lungo la strada, pensavo. Come sempre. Ritrovo la mia identità perdendomi nel mio respiro ritmato, nello scalpiccio delle scarpe sulla neve fresca, nel forte odore di legna che arde. Un cane randagio mi ha fatto compagnia per un tratto di strada, finché la mia crèpes non è finita e così ho smesso anche di dividerla con lui. Sono stato lontano dalla Sicilia, per ora; tra Roma e questa vacanza in Francia, il poco tempo che ho passato sulla mia isola non mi è bastato. Non appena tornerò giù, andrò subito in riva al mare. Prenderò fiato, raccoglierò quanta più aria che sa di salsedine possibile, mi tapperò la bocca e correrò via. Risalirò a Roma, mi impegnerò a non piangere per niente e nessuno, e mi butterò sui libri. Giuro! Non chiedo altro adesso… Stasera qualcuno mi ha detto che l’importante è crederci nell’amore. Fatto ciò, lui arriverà. Non me ne voglia a male la persona che così gentilmente ha tentato di tirarmi sù, ma spesso mi rendo conto che, quantomeno su di me, queste frasi non hanno effetto. Se ci fosse davvero una relazione tra ciò che diciamo e una diretta conseguenza pratica, ecco… su di me, comunque non funzionerebbe. Chi ci crede nell’amore? Chi lo vive giorno dopo giorno, chi lo sperimenta, chi sta male per via di un sentimento così fantastico ma anche così pericoloso. Io no di certo! Io non riesco più a crederci. Ho fatto stare male molte persone a causa di questa mia mancanza di fede, e me ne dispiaccio sempre più. Ma, più passa il tempo, e più mi rendo conto che io sono l’antitesi dell’innamorato. Sono il “lato oscuro” dell’amore, il capolinea del sentimento. Stazione di arrivo raggiunta, gente! Si scende!



