Pile

31 May 2009


© KP+ML

a. Una Parigi piovosa ma incantevole.
b. L’odore di casa degli zii.
c. Napoli e il profumo della primavera.
d. Il pranzo del sabato passato a casa del nonno; la sua poltrona preferita, la Gazzetta dello Sport e la sua passione per l’Inter.
e. I pomeriggi estivi passati a guardare tutti i film di Totò mentre papà preparava il caffè.
f. Quel Primo Maggio a Vulcano con i motorini; io impacciatissimo.
g. La pizza sul terrazzo di casa e quel leggero velo di cenere che masticavamo ogni tanto.
h. I mattoncini di legno per le costruzioni.
i. Quella sera che ci rincorremmo per le stradine di Salina.
l. Roma nell’ottobre del duemilacinque.
m. I libri che mi piacerebbe rileggere.
n. Salisburgo e i cappelli buffi delle mie cugine.
o. I gelati sul lungomare.
p. I libri che non mi piacerebbe rileggere.
q. La banalità delle descrizioni di ciò che si prova.
r. La parola acquiescenza.

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Perplessità

24 May 2009

“Sono orgoglioso di essere cittadino di un Paese che indaga sul primo ministro. Nessuno è al di sopra della legge, neppure al di sotto. Sono stato costretto a difendermi contro gli attacchi instancabili di autoproclamati combattenti per la giustizia. Lascerò l’incarico in modo onorevole e dopo proverò la mia innocenza.”
(Ehud Olmert)

Adesso provate a cercare la prima frase su Google Immagini…

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Tradinnovazione

11 May 2009


Artist: Alighiero Boetti
Title: Tutto
Medium: embroidered tapestry
Size: 74.8 x 114.2 in. / 190 x 290 cm.
Year: 1988 - 1989
Sale Of: Sotheby’s London: Monday, October 16, 2006 [Lot 36] The Italian Sale

Dopo aver passato interminabili ore a scartabellare l’intero database immagini di Google, non sono riuscito a trovare una riproduzione decente di quest’opera di Boetti. Fondamentalmente, non essendo unica, mi è stato difficile reperire quella che ho visto al MADRE di Napoli. Non vorrei sbagliarmi, ma Boetti dovrebbe aver creato diverse versioni di Tutto. Ma il punto non è questo. Ripongo abbastanza fiducia in voi e nella vostra fantasia per permettermi di descrivervi il particolare che mi ha colpito senza bisogno di mostrarvelo in alta definizione.
La realizzazione di quest’opera è alquanto singolare: il disegno di molteplici figure (che spesso si sovrappongono) viene seguito da una lavorazione a ricamo effettuata in Afghanistan. Assoluta libertà ai creatori delle figure e alle ricamatrici afghane. L’accostamento dei colori non è tipicamente afghano (segno che, con ogni probabilità, le ricamatrici non hanno approfittato troppo della libertà creativa loro concessa), ma una figura in particolare colpisce: una sedia a dondolo. Il colore di riempimento è viola (lo stesso viola che potete notare nell’opera riprodotta qui), ma la spalliera della sedia è definita rigidamente da una scacchiera di colori diversi.
Quel piccolo rettangolo diviso in quadrati di dimensioni minori sembra quasi l’unico elemento geometrico dell’opera. Lì dentro c’è tutto l’Afghanistan, con la sua tradizione millenaria, i suoi minareti, il suo té forte e nutriente. Sembra quasi di guardare attraverso la finestra di una casa afghana.
Lì le ricamatrici si son prese quella libertà che non avevano osato sfruttare prima.
Lì ho capito il senso di quell’opera, il senso dell’arte contemporanea.

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Etz Limon

6 May 2009

Consigliatissimo.

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Quest’uomo è nudo

6 May 2009

Il segnale più evidente e lampante del fatto che si è oltrepassata ogni misura lo devo, con ogni probabilità, all’aver scoperto in me la vena del gossip. Vena che, quanto più alimentata, tanto più giunge a fagocitare di tutto. Inutile tentare di ridurre tutto con la scusa del “fatto privato”, poiché il privato cessa di esistere - nostro malgrado - nel momento in cui si diventa pubblici. In più, per un uomo che della pubblicità su sè stesso ne ha sempre fatto un vanto, non è tanto onorevole invocare adesso una forma di silenzioso rispetto per la situazione nella quale si trova. Per carità, è bello stare sotto i riflettori. E probabilmente lo è per tutti, chi più chi meno. Ma i riflettori non si spengono mai e, sebbene in questo Paese i dubbi vengano sempre ridimensionati fino a sembrare solo un brusìo di sottofondo, adesso si ha tutta la convenienza a lasciarli accesi. Il cerone comincerà a colare e si scoprirà che il re è nudo.
Davvero, non importa se sei andato con una minorenne. Non è questo il punto. E il tuo affannarti a dire che no, non è così, non fa altro che peggiorare la situazione. Per quanto mi riguarda, il problema è solo uno: c’è chi ha creato il dubbio. Se questa persona ha avuto il potere di creare un simile tarlo (che, vuoi o non vuoi, ti sta rodendo dentro parecchio), lo deve solo a te. Te ne abbiamo sempre perdonate tante (personalmente, meno di quante tu possa immaginare, ma altri hanno compensato al posto mio), ma quel che non sono mai riuscito a capire è come diavolo fai, ogni volta, a infilarti in faccende del genere. Non sono io a doverti dare la patente di moralità, lo faranno i tuoi elettori (forse). Resta il fatto che sono profondamente offeso dal fatto che tu, in quanto Presidente del Consiglio dei Ministri, non abbia la minima idea delle conseguenze delle tue azioni (che tu ne abbia fin troppa, credimi, non migliorerebbe la situazione).
“Adesso parlo io”. Questo siamo stati costretti a sentire ieri sera. Come se, in questi quindici anni, avesse parlato altra gente. Come se - e lo dico con amarezza - la tua opposizione ti avesse ridotto al silenzio finora. No, non hai parlato di complotto. Non l’hai fatto esplicitamente, perlomeno. Ma poco ci è mancato. Il solo fatto che tu abbia creato il secondo dubbio in questa vicenda (e cioè che qualcuno abbia potuto manipolare in maniera così sovieticamente abile la tua consorte) ti pone nella condizione dell’inetto a governare. Il solo fatto che esista, in questo Paese malato e assuefatto a tutto, un dubbio circa la tua frequentazione con una minorenne ti pone nella condizione dell’inetto a governare.
Sarò un idealista del cazzo, ma il mio Presidente del Consiglio dei Ministri dovrebbe restare fuori da vicende del genere. Non si dovrebbe minimamente dubitare della sua onestà e limpidezza. E invece, nonostante il tuo abile lavoro di manipolatore di italiani, adesso scopri di essere una pallina di pongo. E sei nelle nostre mani.

Per inciso, avrei cose ben più gravi da rimproverarti che una frequentazione con una minorenne. Ma da quell’orecchio, come ben sai, sei un po’ sordo (e come te milioni di italiani). Pertanto mi abbasso al tuo livello. E parlo di questo.

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Settimana corta

4 May 2009

Odio il lunedì e lo odio esclusivamente perché il 90% di voi non fa altro che lamentarsi perché è di nuovo lunedì. Io abolirei il lunedì, ma so già che comincerei a odiare anche il martedì (perché voi non farete altro che lamentarvi perché è di nuovo martedì). E poi dovrei anche cancellare il venerdì perché, oh sì, qui date il meglio e vi perdete in inutili disquisizioni su come sia bello l’avvicinarsi del fine settimana, salvo poi lamentarvi nuovamente perché la domenica è noiosa. La domenica pomeriggio poi sono particolarmente intollerante con voi, perché è il momento in cui apprezzate le ultime ore del fine settimana ma bramate l’arrivo del lunedì che scaccia via il noioso fine settimana, nell’attesa che arrivi la mattina dopo per lamentarvi ferocemente di risvegli forzati, pratiche non ancora finite e sogni interrotti. Abolendo lunedì e venerdì, nonché il sabato e la domenica, rimarrebbero tre giorni nei quali si lavora e basta. Non ci sarebbero interruzioni, bambini da portare al parco, domeniche pomeriggio trascorse noiosamente tra una bottiglia di gassosa e le briciole sulla tavola. Niente di tutto questo. E io potrei godermi il mio silenzioso lunedì, il trepidante venerdì e quel fantastico fine settimana che sai già che inizierà e finirà, ma fai in modo che non diventi un problema.

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Riflessioni universitarie

27 April 2009

Il lavoro del tesista del 2009 consiste nella fine arte del copia-incolla, retaggio diretto della cesellatura medioevale, del mosaicismo bizantino e della tessitura fiorentina.

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Fateci spazio

23 April 2009

Grazie a Paul The Wine Guy.

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Consigli per gli acquisti

23 April 2009


© minebilder

Loro sono i Mariposa.
Io li ho scoperti grazie a Tostoini.
E me ne sono innamorato.

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I giorni degli specchi

22 April 2009

“Ci sono quelli che si condannano al grigiore della vita più mediocre perché hanno avuto un dolore, una sfortuna; ma ci sono anche quelli che lo fanno perché hanno avuto più fortuna di quella che si sentivano di reggere.”
(La nuvola di smog, Italo Calvino)

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